Una finestra che sfrega contro il suo telaio, un giorno di luce visibile sotto una porta d’ingresso, una corrente d’aria persistente vicino a una vetrata: questi disagi derivano spesso da una discrepanza tra le dimensioni reali dell’apertura e quelle del prodotto installato. Le serramenti su misura esistono proprio per eliminare questa discrepanza. Sono realizzati su misura per ogni apertura, il che cambia le carte in tavola in termini di isolamento, comfort e durabilità.
Coefficiente Uw e comfort estivo: cosa richiede la RE2020 per i serramenti
Hai mai notato che in piena estate alcune stanze esposte a sud diventano soffocanti fin dal mattino? La normativa ambientale RE2020 ha introdotto un indicatore dedicato a questo problema: il DH (gradi-ore di disagio). Misura il numero di ore annuali in cui la temperatura interna supera una soglia data (tra 26 e 28 °C).
Per una casa unifamiliare, il progetto non è conforme oltre 1.250 DH. Questa restrizione spinge a progettare serramenti che integrano protezioni solari adeguate a seconda dell’orientamento delle aperture: persiane avvolgibili, tende esterne, frangisole orientabili.
Un modello standard, realizzato in dimensioni fisse, non sempre consente di abbinare il giusto vetro, il giusto coefficiente Uw e la giusta protezione solare per ogni facciata. Un serramento su misura, invece, può combinare un vetro a controllo solare sulla facciata ovest e un vetro triplo classico sul lato nord, il tutto regolato al millimetro.
I produttori specializzati offrono configurazioni che i cataloghi standard non coprono. Per scoprire le possibilità offerte da un laboratorio di produzione dedicato, una risorsa utile: https://www.menuiserie-deule.fr/.
Serramenti su misura in ristrutturazione: risolvere il problema delle aperture non standard

Nella costruzione di nuovi edifici, le aperture sono previste fin dalla progettazione. Nella ristrutturazione, la situazione è raramente così semplice. Gli edifici antichi presentano aperture di dimensioni variabili, a volte arcuate, a volte trapezoidali.
Installare una finestra standard in un’apertura che non lo è costringe a compensare la discrepanza con intonaco, schiuma espansa o cornici sovradimensionate. Questi aggiustamenti creano ponti termici che degradano l’isolamento del muro. Anche la tenuta all’aria ne risente, il che annulla parte del beneficio atteso dalla sostituzione delle finestre.
Un serramento realizzato su misura elimina questi aggiustamenti. Il telaio si adatta all’apertura, il giunto di sigillatura lavora su tutta la sua superficie e le prestazioni termiche dichiarate dal produttore corrispondono alle prestazioni reali una volta installato.
Casi tipici in cui il su misura diventa necessario
- Aperture ad arco o a tutto sesto in case di carattere, dove nessun formato di catalogo si adatta senza modifiche alla struttura esistente.
- Vetrate di grande larghezza nelle estensioni contemporanee, che superano le dimensioni massime delle gamme standard.
- Finestre da tetto su coperture a pendenza atipica, dove l’altezza del parapetto e l’angolo di inclinazione condizionano la scelta del telaio.
- Portoni d’ingresso negli edifici haussmanniani, la cui altezza supera regolarmente i formati disponibili nei grandi magazzini di bricolage.
Legno, PVC o alluminio: scegliere il materiale in base al progetto, non alla moda
La scelta del materiale è spesso presentata come una questione di gusto. In realtà, ogni materiale risponde a vincoli tecnici diversi. Il su misura consente di selezionare il materiale giusto per l’apertura giusta, senza limitarsi a una sola gamma.
Il legno offre un’isolamento termico naturale e si adatta facilmente a forme complesse (arcuate, impostazioni). Richiede una manutenzione regolare, ma le finiture attuali (lazure micro-porose, vernici idrorepellenti) allungano i cicli di manutenzione.
Il PVC rimane il materiale più comune per le finestre. Il suo rapporto prestazioni termiche/prezzo è difficile da battere. Su misura, consente profili colorati in massa o placcati, con tonalità che durano nel tempo.
L’alluminio si distingue per la sua sottigliezza del profilo. Su una grande vetrata, un montante in alluminio lascia passare più luce rispetto a un montante in PVC, più spesso. Nella versione con interruzione del ponte termico, le sue prestazioni termiche si avvicinano a quelle del PVC.

Associare due materiali in un unico serramento
I serramenti misti (legno-alluminio, ad esempio) combinano il calore del legno sul lato interno e la resistenza dell’alluminio sul lato esterno. Questo tipo di produzione esiste praticamente solo su misura, poiché gli assemblaggi misti richiedono un aggiustamento preciso tra i due materiali.
Questa scelta è particolarmente pertinente nelle regioni esposte alle intemperie o al mare, dove l’alluminio esterno protegge il legno senza necessitare di trattamenti frequenti.
Vetro e prestazioni: adattare la composizione lama per lama
Un vetro non si riassume in “doppio” o “triplo”. La composizione di ogni lastra (spessore del vetro, gas di riempimento, trattamento superficiale) modifica il comportamento della finestra.
- Un vetro a bassa emissività limita le perdite di calore in inverno pur lasciando entrare la luce.
- Un vetro a controllo solare riduce l’apporto di calore estivo, contribuendo direttamente a rimanere sotto la soglia DH imposta dalla RE2020.
- Un vetro stratificato rinforza la sicurezza anti-effrazione, punto spesso trascurato per i serramenti al piano terra.
Su misura, ogni finestra della casa o dell’appartamento può ricevere una composizione di vetro diversa. La facciata sud non ha le stesse esigenze della facciata nord, e sarebbe un peccato installare ovunque lo stesso compromesso tiepido.
I serramenti su misura non si giustificano con un argomento di lusso. Rispondono a vincoli concreti: dimensioni fuori norma, requisiti normativi, prestazioni termiche mirate per facciata, scelta di materiali adatti al contesto locale. In un progetto di ristrutturazione come in costruzione nuova, la fabbricazione su misura per le dimensioni reali dell’apertura rimane il modo più affidabile per ottenere le prestazioni dichiarate dal produttore.



